Il GIN, storia sapori e profumi di questo distillato.

Il GIN, storia sapori e profumi di questo distillato.

Negli ultimi anni il Gin sta vivendo un vero e proprio Rinascimento, è il distillato del momento.

Dopo un passato offuscato è rientrato di diritto e con prepotenza nell’olimpo dei distillati meritando grande
spazio nelle drink list dei locali.

Nonostante ci siano sempre nuovi GIN che escono incessantemente e ci invadono, i migliori GIN italiani mantengono sempre posizioni di prestigio.

Che cos’è il GIN?

Molte sono le curiosità interessanti; una ad esempio è quella che quasi tutte le persone conoscono il GIN,
ma non tutti conoscono l’origine del suo nome che per logica è abbastanza intuibile.

Il GIN è un distillato di mosto fermentato di cereali, generalmente granoturco, frumento, orzo con l’aggiunta di spezie, agrumi, fiori, bacche e vari ingredienti scelti dal mastro distillatore; il tutto aromatizzato con ginepro.

Il ginepro è l’unico “ingrediente” che per legge deve essere presente nel GIN affinchè il distillato possa
essere chiamato così.

Qual’è l’origine del GIN?

Studiosi di storia attribuiscono l’invenzione di questo distillato ad un medico olandese: Franciscus de la Boë o de la Bouve.

Egli iniziò a distillare il ginepro alla ricerca di un diuretico come rimedio per i reni affaticati.

Tuttavia l’autore Gary Regan ha avanzato l’ipotesi che l’origine del distillato debba essere ricondotta al nostro Paese.

Su cosa si basa l’affermazione che il GIN avrebbe origine in Italia?

  • La coltivazione del ginepro è una eccellenza italiana a partire dal 1544 ed il luogo di maggior presenza fu la Toscana ed in particolare Siena.
  • L’esistenza della più importante istituzione medica in Europa durante il medioevo è a Salerno.
    Fu proprio presso questa istituzione che avvenne l’espansione del processo di distillazione in seguito agli studi per lo sviluppo della medicina.
  • Il primo orto botanico fu creato sempre ad opera della Scuola di Salerno, successivamente si sarebbe diffuso nel resto d’Italia.

La storia ci insegna che gli alcolici ed i vini di solito sono fortemente radicati al loro territorio di origine; vengono apprezzati e riconosciuti anche per questo.

Il GIN non ha mai avuto una storia ben definita e legata a territori, nonostante ciò le produzioni artigianali di oggi stanno rafforzando sempre più questo legame.

Come si produce il GIN?

Ci possono essere produzioni di maggiore o minor successo qualitativo e commerciale.

La lavorazione artigianale incide molto sulla produzione del GIN di alta qualità; determinante è l’abilità del mastro distillatore e, spesso, la tradizione è tramandata di padre in figlio.

All’esperienza si aggiungono poi i profumi e i sapori tipici dei prodotti utilizzati appartenenti al territorio di produzione; il tutto rende il GIN un’eccellenza elegante e inconfondibile.

L’eccellenza e la varietà delle materie prime che si trovano in Italia ed utilizzate per la produzione del GIN ha indotto col passare del tempo molti produttori ad associare il loro nome al territorio.

Ecco che possiamo trovare varietà di sapori e profumi d’eccellenza ed il risultato dipende dal lavoro e della fantasia dei distillatori più dotati che riescono a trovare combinazioni esaltanti con i vari ingredienti appunto appartenenti al territorio di produzione.

Possiamo dire che il GIN sia un capolavoro alchemico, un distillato dalle mille sfumature, quello che può essere manipolato e scolpito dalla creatività di chi lo fa.

Come abbiamo detto il ginepro rimane l’ingrediente base per legge al quale si aggiungono le varietà di botanicals.

I botanicals sono ingredienti di varia natura che vengono miscelati e utilizzati in base alle preferenze del produttore ed al risultato che si desidera ottenere; ci sono alcuni ingredienti ricorrenti che conferiscono il classico profumo e sapore al GIN.

Tra i botanicals più utilizzati troviamo: ginepro, fiori, cardamomo, coriandolo, agrumi, pepe, angelica, pompelmo,  rose, bacche varie selvatiche come il sorbo, la liquirizia, l’anice, il sale di Cervia, il tè nero e tanti altri.

La distillazione del GIN avviene normalmente in alambicchi di rame discontinui che si utilizzano per produzioni piccole e pregiate oppure con distillazione continua soprattutto quando ci sono in gioco quantità
elevate di prodotto.

I vari ingredienti “botanicals” vengono macerati direttamente nell’alcol; questa massa alcolica aromatizzata viene scaldata e distillata, vengono scartate ovviamente testa e coda e i vapori poi si condensano nel refrigeratore.

Dopo questa operazione si ottiene il GIN pronto per essere imbottigliato; in alcuni casi, a discrezione del mastro distillatore, si può optare anche per un periodo di affinamento in legno.

Una pratica rara per la produzione di GIN, tuttavia ultimamente sta prendendo sempre più piede per offrire
distillati sempre più complessi e più sfumati.

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Quali cocktail fare con il GIN?

Il GIN ha conosciuto alti e bassi nella sua lunga storia tuttavia oggi è diventato un distillato molto apprezzato, dinamico ed elegante.

Si può bere miscelato con altri ingredienti, ma si può anche tranquillamente bere liscio.

Il GIN è considerato il re dei cocktail, drink indimenticabili capostipiti sono per la maggior parte a base di GIN.

Alcuni dei grandi classici da aperitivo sono: Negroni, Cocktail Martini, Gin Tonic, Bronx, White Lady, Bramble, Clover Club, Vesper, Tom Collins, Money Gland.

La professionalità del barman è fondamentale, deve conoscere i prodotti, capire e condividere i valori con i propri Clienti per far apprezzare al meglio la bevanda.

La differenza nel servizio si percepisce anche nella crescente voglia di stupire e rendere entusiasti i propri Clienti.

Oggi il consumatore è sempre più consapevole e attento nei confronti di ciò che mangia e ciò che beve, tanto per i vini quanto per i distillati.

Probabilmente la preparazione e la professionalità del barman ha contribuito negli anni a creare una generazione di consumatori più consapevoli ed esperti magari con una tendenza a bere meno, ma a bere meglio cercando di conoscere ciò che si beve.

Come scegliere un buon GIN

Decidere quale GIN acquistare non è un’impresa facile; comunemente usato nei cocktail, con aggiunta di acqua tonica; solo sorseggiando e annusando si riesce ad identificare il tipo che più soddisfa.

Per quanto riguarda l’etichetta non vengono fornite linee guida o dettagli a differenza del whisky, del vino e di simili bevande.

Anche il fatto che sia una versione più costosa di un’altra non significa necessariamente che sia migliore in termini di qualità e gusto personale.

La cosa più semplice ed immediata è chiedere al barman che ti saprà fornire specifiche modalità di preparazione per ottenere la bevanda di tuo gradimento.

Per i puristi recarsi direttamente nel locale e farsi consigliare dal barman per poi passare all’assaggio è la cosa migliore per allenare il palato.

In questo caso possiamo certamente accontentarti invitandoti a farci visita presso il nostro locale Aroma WineBar in centro a Tortona.

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Federica
Aroma Winebar & Enoteca

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